problemi mandibolari-e-postura possono essere correlati

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Possono i disturbi dell’ATM influenzare negativamente la postura corporea?

Da tempo si discute in ambito scientifico sul come l’articolazione temporo-mandibolare possa essere causa di problematiche posturali, indagando quindi la relazione tra malocclusione, postura e disordini dell’ATM.

La nostra mandibola si connette alle ossa del cranio per mezzo di un’ articolazione, l’articolazione temporo-mandibolare.

Questa si può facilmente identificare poggiando il dito indice ai lati del viso, davanti alle orecchie e si può eseguire un’apertura ed una chiusura della bocca per apprezzarne il movimento.

LATM è sottoposta a grandi sforzi dati da un’enorme attività della bocca, è un’articolazione come le altre e può generare quindi delle disfunzioni che possono influire sulla funzionalità dei distretti adiacenti.

Come può questa piccola articolazione essere causa di alterazione posturale?

L’enorme quantità di recettori del sistema stomatognatico, ( tutto ciò che comprende la bocca e la mandibola ) l’elevato numero di contrazioni giornaliere dei muscoli coinvolti fa pensare bene quanto sia importante questo apparato per la vita dell’individuo.

Quando i rapporti scheletrici e dentali fra il mascellare superiore e la mandibola non sono in condizioni di equilibrio reciproco, da un punto di vista funzionale ne deriva un quadro clinico definito malocclusioni.

Si è notato che in base alla posizione della mandibola in relazione con il cranio, si assiste a un cambiamento di postura.

In ambito odontoiatrico, sono stati definiti i rapporti che la mandibola ha con la mascella in delle classi occlusali:

  • la prima classe corrisponde ad una chiusura fisiologica, non sono presenti quindi delle malocclusioni.
  • la seconda classe identifica invece una mandibola che è molto posteriore alla mascella.
  • la terza classe definita anche essa non fisiologica corrisponde ad una mandibola molto anteposta rispetto alla mascella.

Alle classi odontoiatriche sono state accostate delle classi posturali.

La prima classe  è stata associata ad una postura fisiologica, la seconda classe invece è stata associata ad una postura anteriore cioè sbilanciata in avanti, la terza ad una postura sbilanciata indietro.

Come sappiamo la clinica molto spesso non risulta così lineare, possiamo trovare infatti dei quadri misti, con il condilo di una mandibola proiettato anteriormente e l’altro posteriormente.

parametri che dobbiamo considerare per valutare la fisiologia dell’occlusione sono:

  • rapporti occlusali di 1ª classe molare e canina;
  • rapporti di Overjet e Overbite di ± 2 mm;
  • frenuli labiali in asse con le linee interincisive superiore e inferiore;
  • movimenti di apertura e chiusura senza deviazioni e con adeguata ampiezza (in relazione alle caratteristiche somatiche del soggetto);
  • angoli Funzionali Masticatori di Planas (AFMP) simmetrici.

E’ giusto sapere che sono presenti anche altri sistemi, come ad esempio la deglutizione, la respirazione, il sistema cranio-sacrale, la postura cranio-cervicale, che a loro volta possono influenzare negativamente il buon funzionamento della masticazione ed essere causa di una occlusione non fisiologica.

Diventa quindi importante saper riconoscere la differenza tra un paziente disfunzionale ed uno sintomatico, quindi non sempre una disfunzione è causa di un problema in quel determinato momento.

Se si parla di postura correlata all’articolazione temporo-mandibolare, va nominata sicuramente un’altra struttura molto importante, l’osso ioide.

Questo è un piccolo osso posizionato alla base della lingua, nella regione anteriore del collo, denominato spesso “ il regolatore della postura “.

Infatti qualsiasi spostamento laterale o anteriore o in basso della mandibola, determina una variazione della posizione dell’osso ioide che è l’unico osso del corpo umano a non articolarsi con altre ossa, ma a connettersi solo a fasci muscolari, che si inseriscono ad esempio sul rachide cervicale e sul cingolo scapolare.

Una sua disfunzione che sia primaria o secondaria, può generare quindi dei compensi, i quali possono essere valutati dopo un’attenta anamnesi ed esame oggettivo causa o concausa dei sintomi presenti.

Deglutizione e postura:

Un altro esempio di come l’apparato stomatognatico possa influenzare la postura può essere fatto andando ad analizzare una deglutizione non corretta.

Una disfunzione meccanica o un ipotono dei muscoli che svolgono questa funzione, possono provocare un eccessivo sforzo durante la deglutizione ( portando ad esempio sempre la testa leggermente in alto per aiutarci a deglutire ) andando a stressare in estensione il tratto cervicale superiore ( C0-C1-C2 ). Questo provocherà una riduzione della curva fisiologica cervicale, ed un eccessivo lavoro della muscolatura assiale.

Questo è un riassunto molto banale, ma alla base di un possibile quadro di cervicalgia potrebbe esserci quindi un problema derivante dalla bocca.

CONCLUSIONI:

In conclusione, problemi di disordini temporo-mandibolari possono influenzare la postura del corpo. Ciò nonostante bisogna saper valutare quando e quanto queste disfunzioni siano importanti per il mantenimento dell’equilibrio corporeo.

Il fisioterapista specializzato può essere un valido aiuto nel riconoscere queste problematiche, attraverso una corretta valutazione.

Il lavoro multidisciplinare, la terapia manuale, l’esercizio terapeutico e l’educazione saranno le armi principali su cui si baserà il trattamento.

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